The Prana Theory – Chat con l’Autore

FABIO DESSOLE
Marco, io partirei dalla domanda forse più scontata, ma che nel caso del tuo libro mi pare particolarmente adatta per dar il via alla nostra chiacchierata. Il titolo The Prana Theory… ce lo vuoi spiegare? Sappiamo che è sanscrito, ma dicci qualcosa in più.

MARCO PARISI
Il titolo del libro nasce dalla curiosità. Una caratteristica del mio carattere che ha portato ad interessarmi, solo in forma conoscitiva, al mondo dei chakra e della fisiologia induista. Ho scoperto così che Prana vuol dire “Energia vitale”. Uno dei due protagonisti del romanzo costruirà una teoria legata a questa energia di cui gli uomini ne sono stati privati, a causa del virus letale WB01.Nel romanzo ci sono rimandi ai chakra, infatti ogni capitolo è intitolato con il nome di uno dei sette chakra principali. Non svelerò invece che cosa sono le lettere e i numeri presenti sotto i titoli… lascio ai lettori il gusto di questa scoperta.

FABIO DESSOLE
Bene, quando si è trattato di inserire il tuo romanzo ho subito pensato alla collana dei fantasy sbaglio però a dire che se avessi avuto una collana dedicata al romanzo d’avventura forse avrebbe trovato là la sua giusta collocazione?

MARCO PARISI
Faccio anche io fatica a collocare questo romanzo in un genere letterario ben preciso. Al momento lo definisco un romanzo fantascientifico ma forse perchè c’è un virus inventato. La situazione si complica quando i due protagonisti intraprendono il loro viaggio e quindi qui si tratta di un romanzo di avventura. Successivamente ci sono scene violente, sulla falsa riga dell’horror e scene d’azione. Infine qualche accenno di poliziesco. La storia è caratterizzata dallo scenario e quindi si tratterebbe di un romanzo post-apocalittico (solo che è un sottogenere). In conclusione: la “contaminazione” (non solo del virus) tra generi letterari è molto forte… e la colpa è tutta mia  …Sono un’amante di cinema, musica (vedi soundtrack presente nel libro) e letteratura a 360° e questo romanzo credo sia il risultato del mio rapporto con queste diverse arti.

FABIO DESSOLE
Beh direi che il risultato di questa contaminazione è stato comunque un buon romanzo… A proposito di cinema ho trovato curiosa la trovata di inserire alla fine del romanzo una sorta di “guida” per identificare i personaggi con degli attori che potrebbero interpretarli, spendi due parole su questa idea.

MARCO PARISI
I personaggi nascono nella mia mente, ma poi sento la necessità di renderli veri, di dargli un volto, di vederli davanti a me in carne ed ossa, così unendo la mia passione per il cinema con la letteratura sono arrivato a questa guida. Serviva a me per scrivere e l’ho voluta inserire in fondo al romanzo nella speranza (forse vana) che i lettori “vedano” quei personaggi così come li ho immaginati io. E’ una guida che, insieme a quella della colonna sonora, vorrei tenere come una costante anche per il mio prossimo romanzo… sempre se riuscirò a trovare il tempo per scriverlo.

FABIO DESSOLE
Senza voler svelare nulla della trama, si può affermare che The prana theory ha un ritmo incalzante, che porta il lettore a divorare le 400 pagine in fretta per la curiosità di sapere come va a finire… e tu quando hai iniziato a scriverlo avevi già in mente come si sarebbe svolto e come doveva finire o è cresciuto man mano che lo scrivevi?

MARCO PARISI
Si dice che c’è chi scrive d’impulso partendo da un’idea e poi “vediamo dove mi porta” e chi progetta la storia a tavolino. Io sono più per la via di mezzo. Scrivo una traccia che parte dal primo capitolo e arriva all’ultimo ma non scendo nei dettagli. Definita la scaletta faccio tutto il percorso passando dai paletti che mi ero prefissato (come uno sciatore), ma mi lascio andare all’impulso del momento per le descrizioni e i dialoghi. Scrivere d’impulso, secondo me, è molto rischioso per chi non ha un talento naturale (vedi Jack Kerouac). Si rischia soprattutto di perdere tempo se poi l’idea iniziale non viene bene sviluppata. Il metodo “ingegnere” invece è molto pericoloso, sempre secondo me, perché mette lo scrittore nella condizione di essere poco creativo… e c’è il rischio che il lettore poi lo senta leggendo il romanzo.

FABIO DESSOLE
Ora una curiosità, il tuo romanzo tocca diversi luoghi: Italia, Corsica, Spagna, USA e le descrizioni sono assai accurate. Nei luoghi che descrivi ci sei stato di persona o solo virtualmente?

MARCO PARISI
Spero di essere riuscito ad essere accurato nelle descrizioni perché devo ammettere che alcuni di questi luoghi non li ho mai visitati. Visitati: Italia, Corsica. In parte: Spagna. Non visitati: USA. Per rimediare, in qualche modo, alle mie mancanze mi sono affidato a Google Maps Street View. In questo modo ho potuto “vedere” i luoghi… anche se è sempre vero che “viverli” è tutta un’altra cosa. Sono stato fin troppo maniacale forse… controllavo a che ora sorgeva o tramontava il sole per descrivere le scene a seconda del luogo e del momento in cui si trovavano i due protagonisti. Ok, ora potete darmi del pazzo! 😀

FABIO DESSOLE
 Invece è un lavoro che denota “professionalità” e lo si percepisce, hai descritto anche i luoghi “mai visitati” come ci fossi stato realmente: complimenti!

MARCO PARISI
Ti ringrazio Fabio, questo mi tranquillizza anche in previsione del prossimo romanzo… infatti si alzerà l’asticella della sfida personale: nessuno dei luoghi che descriverò l’ho mai visitato.

FABIO DESSOLE
Mi hai servito l’assist per la prossima domanda. Programmi futuri (di scrittura ovviamente).

MARCO PARISI
Mi sto dedicando alla scrittura di alcuni racconti (partecipando a diversi concorsi) che pubblico poi sul mio blog. Non mi illudo di vincere i concorsi ma voglio sfruttarli per sfidare me stesso e vedere se riesco ad essere creativo “su commissione”.

FABIO DESSOLE
Io avrei un ultima domanda prima di passare la parola a chi ci ha seguito: il tuo romanzo parte da una catastrofe, da un umanità ridotta sull’orlo della scomparsa, ma i tuoi personaggi sembrano non avere voglia di arrendersi, è questo un messaggio di speranza con chiari riferimenti alla realtà dei giorni nostri?

MARCO PARISI
La storia incentrata sul virus è molto distante dalle varie epidemie scoppiate negli ultimi anni… ma alcune persone sostengono che, con l’avvento delle armi batteriologiche, il rischio di epidemia, o addirittura pandemia, sia maggiore. C’è un legame con la realtà: la crisi di “umanità”, come si scopre leggendo il romanzo e soprattutto nel finale, è la stessa che stiamo vivendo oggi. Lo stesso vale per il messaggio di speranza presente nel romanzo che ha un legame con tutti coloro che oggi, nonostante tutto, non mollano mai… e tra queste persone, scusate se mi permetto, di certo c’è lo stesso Fabio Dessole e tutto lo staff di Edizioni Arpeggio Libero. So che può suonare come una sviolinata ma non è così. L’impegno costante nel credere di poter resistere a qualsiasi forma di “crisi” è quell’energia vitale (prana) che serve all’uomo per andare avanti e sperare in un futuro migliore.

FABIO DESSOLE
So che non si tratta di sviolinata ma di sincero apprezzamento, per cui è gradito.

LORENZO MASCHERONI
Cosa ti ha spinto a scrivere?

MARCO PARISI
E’ una bella domanda. Alcuni dicono si tratti di una specie di pulsione, di un’esigenza, di passione, d’amore. Altri che è un modo per esprimersi, comunicare o sfogare la propria creatività. Io credo di non appartenere a nessuna delle due correnti, o forse ad entrambe. Ho imparato a scrivere abbastanza bene e velocemente a computer quando ero moderatore di una chat. Da quel momento mi sono reso conto di avere una certa capacità/sfiga/sfortuna: mi esprimo meglio per iscritto che a voce. A scuola sono sempre andato meglio nelle prove scritte che in quelle orali. In seguito si è aggiunta la lettura dei libri, per passatempo mentre andavo con il treno a lavoro. Infine ho visto un mio amico scrivere un libro e mi son detto, perché no? Dopo è arrivata l’idea e così è nato questo romanzo. Molto spesso mi capita di sentirmi dire, da persone che mi conoscono, “Ma come ti è venuta in mente questa cosa?” e io non so rispondere. Credo che la mia mente (come molti) sia come una spugna: assorbe tutto quello che la circonda e poi, quando la spremi, ne esce un intruglio che è l’unione di tutto o di parte di quel che ha assorbito. So che non è una bella immagine però è così, almeno per me.

MANUELA DESSOLE
Ciao Marco, parli di due protagonisti, il principale qual’è? O ci sono due “IO” narranti e se sì come mai questa insolita scelta?

MARCO PARISI
Sì ci sono due protagonisti, come si può vedere anche dal booktrailer. La scelta è insolita, lo ammetto e debbo dire che la cosa non mi dispiace, anzi credo che renda più interessante la lettura del romanzo. Stefano e Penelope rappresentano due “punti di vista”, due modi diversi di affrontare il mondo che li circonda. Entrambi sono due “IO” narranti. Ho voluto, con questa scelta, rendere più coinvolgente l’avventura che il lettore vive mettendolo a “quattrocchi” con il devastante mondo di TPT (The Prana Theory). Questo tipo di narrazione ha i suoi difetti: non posso negare che “vestire i panni” di Penelope per me, che sono un ragazzo, non è stato per niente facile ma spero che il lettore non noti troppo la mia “presenza”.

MANUELA DESSOLE
Certamente non sarà stato facile e ha rappresentato una bella sfida per te, la cosa interessante è vedere la medesima situazione affrontata da un uomo e da una donna contemporaneamente… in un libro poi… inusuale come scelta ma sicuramente vincente.

Edizioni Arpeggio Libero

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